Benvenuto in TrevisoRicercaArte
FLUXUS JUBILEUM
L’ultima avanguardia del Novecento nelle collezioni venete
Dal 5 al 27 maggio 2012 a Treviso, Palazzo Giacomelli
A cura di Valerio Dehò
In collaborazione con l’Archivio Conz, la Galleria Giarina di Verona

La parola Fluxus
L’avanguardia chiamata Fluxus nacque ufficialmente con il Fluxus Internazionale Festspiele Neuester Musik di Wiesbaden ( Germania) del 1962. L’anno prossimo si celebrano i 50 anni del celebre gruppo. Vi parteciparono, oltre a George Maciunas, artisti che oggi sono ritenuti tra i più importanti del secolo come Nam June Paik, Wolf Vostell, George Brecht, Giuseppe Chiari, Al Hansen, Gianni Emilio Simonetti, Emmett Williams, Ay-O, Robert Filliou, Daniel Spoerri e Dick Higgins ( teorico dell’Intermedia e fondatore della casa editrice Something Else). Questo gruppo di artisti è diventato un riferimento mondiale per tutta la sperimentazione multimediale. L’idea di mettere insieme la musica, la performance, la pittura e la fotografia, nacque da quell’esperienza fondamentale pere tutta l’arte contemporanea e anche per alcuni artisti attuali come John Armleder.
Successivamente alla fondazione si aggregarono personaggi che provenivano dal mondo dello spettacolo e della musica come Yoko Ono, John Lennon. Ma sicuramente il primo grande momento di aggregazione di questa generazione, fu la scuola di John Cage a New York nel 1958. Artisti Fluxus , come Dick Higgins e Philip Corner, si sono formati su quelle lezioni.
Il gruppo Fluxus si è mosso dando nuovo significato alla parola “arte totale” abbandonando ogni concezione specialistica e ogni steccato tra le ideologie e le competenze. Fluxus è movimento, sperimentazione, smarginamento della pratica estetica in quella politica, degli ambiti poetici e disciplinari. Fluxus è il primo movimento che crea un’unica comunità transnazionale di artisti legati da una comune intenzione etica di eliminare ogni distinzione tra la vita quotidiana e il pensiero e la pratica dell’arte.
L’influenza del Fluxus sulle nuove generazioni è enorme perché oggi i temi trattati dal gruppo negli anni sessanta sono ormai routine nel contemporaneo. La rassegna vuole integrare il momento storico con l’attualità dell’arte giovane.