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THE BIKE IS THE FUCKING MESSAGE
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*Ingresso riservato ai Soci TRA





Sarebbe troppo semplice cercare di definire ‘The Bike Is The Fucking Message’ una rassegna, un festival o una retrospettiva: sarà, invece, un vero e proprio contenitore catalizzatore di un sentimento di (divertita) opposizione. Quella che si vuole cercare di modificare è una certa immagine stereotipata e riduttiva della bicicletta che relega questo oggetto del nostro quotidiano a mero mezzo di trasporto.

La bicicletta è il primo mezzo che impariamo sin da piccoli a utilizzare per i nostri spostamenti e, purtroppo, è anche il primo che abbandoniamo non appena la comodità dei mezzi motorizzati si rende disponibile. E anche le nostre città, i luoghi che abitualmente frequentiamo sembrano fatti su misura per le grosse scatole su ruote che continuamente plasmano il paesaggio a loro misura.

Oggetto del percorso ‘The Bike Is The F* Message’ è ridisegnare il rapporto tra l’individuo e la bicicletta, trasmettergli un’attitudine culturale che in molti Paesi è già un’avanguardia. La bicicletta come mezzo di comunicazione: non è solo uno strumento che permette di connettere due punti dello spazio ma anche un sistema di valori che ha un determinato impatto su quello spazio percorso. Il messaggio che deve arrivare al fruitore, in questo caso specifico, è il mezzo stesso con cui questo messaggio viene veicolato.

Attraverso la rappresentazione della bicicletta all’interno dell’ambito artistico e culturale, cercheremo di costruire un senso per questo messaggio, che vada, forse, oltre a tutto quello che lo spettatore ha fino a quel momento appreso sul mezzo.

The Bike Is The Fucking Message nasce da una collaborazione tra TRA Treviso Ricerca Arte, Cineforum Labirinto e Fiab Treviso.

 



Venerdi 16.6.2017 h 20.45
Pantani
di James Erskine

Più alta è la vetta più dura la caduta

Uscito nel 2013, “Pantani. The Accidental Death of a Cyclist” di James Erskin ripercorre a dieci anni dalla scomparsa del Pirata la sua vita, dalla nascita della passione, agli straordinari successi, alla caduta. Diventato leggenda del ciclismo dopo aver vinto nel 1998 sia il Giro d'Italia che il Tour de France, appena sei anni dopo, fu trovato morto in una stanza d'albergo.

Una soggettiva dal manubrio della bicicletta, trovata espressiva semplice ma efficace, per guardare l’asfalto, come se gli occhi fossero dello stesso Pantani. Prima l’ascesa, l’apoteosi e la gloria. Poi la discesa, la solitudine e il dramma. Pantani è un film in due atti con un protagonista mai completamente felice, e un mondo che gli ruota attorno mai totalmente sincero.

Il documentario raccoglie filmati di repertorio inediti, interviste e testimonianze di familiari e amici del campione.



Domenica 18.6.2017 h 8
Street art a Belluno in bicicletta

In collaborazione con Fiab di Treviso

TRA Treviso Ricerca Arte, in collaborazione con Fiab di Treviso, organizza una pedalata all'insegna della street art a Belluno. L’escursione si propone di offrire una panoramica del territorio attorno a Belluno e della produzione artistica di strada.
Durante il percorso si visioneranno, in compagnia di una guida, le opere murali prodotte da diversi artisti in occasione del progetto Clorofilla - Arti pubbliche condivise 2016, ideato e realizzato dall'Associazione Casa Dei Beni Comuni di Belluno, con lo scopo di dare nuova vita a superfici e spazi dimenticati del territorio bellunese. Sono muri che raccontano storie, idee, fantasie, frutto del lavoro di molti artisti provenienti da tutto il mondo.

Il percorso seguirà parte della ciclabile Cortina/Feltre.
La partenza è prevista con il treno delle Dolomiti (ore 8.21 in stazione a Treviso) con il quale arriveremo a Ponte nelle Alpi. Seguendo strade secondarie e tratti di ciclabili, ci dirigeremo verso il centro di Belluno. Sfruttando il supporto di Casa Dei Beni Comuni, faremo un piccolo ciclotour di circa un'ora alla ricerca di espressioni di arte urbana, per poi riprendere in direzione di Ponte delle Alpi, ripercorrendo per qualche chilometro la strada dell'andata.
La pausa pranzo, al sacco, sarà presso la ex-caserma Piave, ora Casa Dei Beni Comuni, esempio locale di riutilizzazione a scopi (anche) artistici di beni pubblici dismessi.
Ripresa la bici torneremo a Ponte nelle Alpi da dove procederemo verso sud in direzione Lago di Santa Croce, percorrendo un tratto (molto bello) della Monaco/Venezia.
Il rientro è previsto con il treno delle ore 18.41 dalla stazione per l'Alpago.

 

 


Scarica il programma qui.

Costo di partecipazione 18€ (treno + organizzazione)

 

 

 

----- Appuntamenti passati



 

Mercoledì 17.5.2017 h 20.45

#171 The Transcontinental Race Journey

prodotto da PEdAL ED

La Transcontinental Race è una luna, lunghissima corsa, in parte ciclistica e in parte caccia al tesoro. Il formato è semplice: si parte da un punto e si arriva a un altro, transitando obbligatoriamente da quattro "check-point" e contando esclusivamente sulle proprie forze, bici e gambe, cuore e polmoni, carta di credito (borse) e GPS. Alla sua quarta edizione ha contato partecipanti quintuplicati rispetto agli esordi, con 3700 km e 40000 m di dislivello, tra le campagne francesi e il massiccio centrale, le Alpi svizzere e le Dolomiti, la Dalmazia e i Balcani. La Transcontinental non è una vacanza: è una gara, un' avventura fatta sì di pedalate e fatica ma anche di birre, incontri e soprattutto scoperte.

 

MERCOLEDI 19.04 ORE 20.45

Contromano di Stefano Gabbiani

Reinventarsi con una bicicletta


Sullo sfondo della Torino odierna post-industriale prende forma un viaggio sulla bici che copre l’arco di una giornata, dall’alba al tramonto, documentando storie di difficoltà esistenziali ma anche di speranze, storie di vite controcorrente rispetto ai percorsi più convenzionali.

Torino, la “città dell’automobile”, viene dunque vista dal punto di vista della bicicletta, offrendo anche in tal modo un’analisi delle politiche di mobilità sostenibile che vengono (più o meno adeguatamente) attuate. In questo contesto emerge il racconto di due piccole ciclofficine e delle persone che vi lavorano, persone che tramite la bici vivono la possibilità di reinventarsi, testimoni quindi di un riscatto personale possibile ancora oggi, unito al tentativo di riappropriarsi di uno spazio pubblico urbano invaso da macchine e smog.

La bicicletta acquisisce quindi una connotazione quasi catartica, proprio per il suo essere economica ed ecologica in un mondo troppo veloce, rumoroso ed disinteressato.

 

 

VENERDI 31.03 ORE 20.45

Janapar

Love, on a bike


Janapar, parola armena per 'viaggio', è il sincero e vitale racconto di ciò che succede quando si trova ciò che si cerca, ma quando meno ce lo si aspetta. Tom Allen ha ventitré anni e sta per cominciare una regolare carriera come informatico. Ma non riesce a smettere di chiedersi se non ci si possa aspettare qualcosa di più dalla vita. Così decide di partire per una grande avventura: fare il giro del mondo in bici. Nonostante la sua mancanza di esperienza, Tom percorre 12.000 miglia, senza mappe e guide, attraversa tre continenti pedalando e dormendo in tenda, incontrando amici e avversari. Il viaggio prende una piega inaspettata quando si innamora di Tenny, un'energica ragazza di origini armeno-iraniane. Quando però i suoi genitori le vietano di mettersi in viaggio, Tom deve affrontare un grande dilemma: restare con Tenny o continuare solo la sua avventura?

 

 

GIOVEDI 02.03 ORE 20.45

Why do we bike?

Riflessione su due ruote


Cosa spinge così tante persone di età, culture e professioni diverse tra loro a partire per un viaggio in bicicletta, da soli o in compagnia, alla volta di mete anche molto lontane? Per rispondere a questa domanda nasce un vero e proprio road movie che attraverserà l'Europa, dall'Italia alla Norvegia, e che andrà a comporre un mosaico di incontri e di esistenze differenti per chiarire i dubbi e scoprire i progetti delle tante persone comuni che hanno trovato la loro strada proprio sulle due ruote. I protagonisti di Why do we bike? hanno in comune non soltanto migliaia di chilometri percorsi in bicicletta su itinerari lunghi anche interi anni, ma soprattutto la voglia di vivere appiena la loro vita e il mondo che li circonda con un atteggiamento socievole e una mentalità aperta. Why do we bike? è un inno alle due ruote, alla bicicletta come mezzo alternativo con cui percorrere la vita, concedendosi il tempo di assaporarne ogni attimo.

 

 

VENERDI 03.02 ORE 20.45

Line of sight

Ciclismo furibondo e cultura bike messenger


Line of signht, di Benny Zenga, è un film che offre un'adrenalinica (e non è un modo di dire!) panoramica sul fenomeno globale dei bike messengers.

Per oltre un decennio Lucas Brunelle ha seguito e ripreso attraverso la caratteristica doppia telecamera montata su casco, diventata un marchio di fabbrica, i ciclisti urbani più tosti e scafati durante le gare di alleycat, descrivendone la loro cultura e catturando il loro (furibondo) approccio al ciclismo urbano.

Il risultto è una prospettiva in presa diretta tra le strade delle giungle metropolitane di tutto il mondo: Città del Messico, New York, Tokyo, il Charles River congelato, il Mar Mediterraneo, la Grande Muraglia, la giungla del Guatemala e molto altro.



----- 2016
 

 

GIOVEDI 01.12 ORE 20.45

WORLDWIDE CYCLING ATLAS

Il potere dei pedali

Un settantenne indiano ha costruito una bici galleggiante per raggiungere la sua amata sulla riva opposta del fiume, in Afghanistan un gruppo di ragazze mette a rischio la propria vita sfidando una cultura dove la bici è considerata un tabù, una piccola comunità di contadini in Guatemala ricicla pezzi di biciclette usate trasformandoli in strumenti per il lavoro, un newyorkese si schianta contro tutto ciò che trova lungo la sua strada per dimostrare che le piste ciclabili della Grande Mela sono pericolose. E ancora, critical mass nudisti in Sud Africa, enormi sound system su due ruote a disturbare il vicinato nel Queens e carcerati brasiliani che scontano la loro pena sulle due ruote. 

Worldwide Cycling Atlas è un atlante che raccoglie le storie a pedali più significative di tutto il mondo. È un progetto dSelle Royal, prodotto e curato da Kerrigan’s e Macramè, che nel 2012 ha vinto il premio d’argento agli Art Directors Club, tra i migliori progetti di branded content italiani.

La serata è curata da Matteo de Mayda, fotografo e ricercatore del progetto, che proietterà una selezione di storie da Worldwide Cycling Atlas. 

Al termine della serata brinderemo insieme con del prosecco D.O.C.G. di Tenuta 2Castelli e Aristortele delizierà il palato con delle biciclette da mangiare!

 

 


GIOVEDì 17 NOVEMBRE H 20.45
BIKES VS CARS
Mobilità urbana e sostenibilità
Il 17 Novembre si proporrà la disamina dell’annoso rapporto tra automobile e bicicletta, ma più precisamente del rapporto delle automobili con il genere umano, con la proiezione del film-documentario ‘Bikes vs Cars’.
Il documentario, scritto e diretto dallo svedese Fredrik Gertten nel 2015, affronta i temi della sicurezza sulle strade, della dipendenza dal petrolio, dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici, lasciando aperta la porta a un velo di speranza su un mondo che possa essere ancora salvato, proprio grazie a un uso diffuso della bicicletta.
La mobilità urbana e il tema della sostenibilità saranno quindi il focus dell’incontro per capire come la bicicletta possa aiutarci a invertire la rotta, aiutandoci nella (ri)creazione di spazi vivibili e ritmi rallentati.
Introduzione al film di Tommaso Bortolanza di Cineforum Labirinto.
La serata è organizzata e promossa con la collaborazione di Cinemambiente Torino.




GIOVEDì 10 NOVEMBRE H 20.45
THE ROAD FROM KARAKOL
Cicloturismo e avventura
Il primo appuntamento previsto per il 10 Novembre sarà l’occasione per conoscere da vicino il cicloturismo (avventuroso): la bicicletta diventa vero e proprio compagno di viaggio con cui dedicarsi all’esplorazione di mondi lontani ma anche alla rivalutazione di luoghi vicini ma ancora a noi invisibili.

La proiezione del documentario ‘The Road From Karakol’, con protagonista l’alpinista Kyle Dempster, ci testimonierà della scelta della bicicletta come partner, quasi come prolungamento naturale del proprio impulso motorio. Sarà inoltre un toccante tributo al suo autore tragicamente disperso alla fine dello scorso agosto durante una spedizione in Pakistan.
Seguirà la proiezione di un secondo documentario ‘Il sentiero per Kazbegi’, in cui il regista Joey Schusler racconta l’avventura vissuta durante una spedizione nella Repubblica di Georgia sulle montagne del Caucaso.

Nel corso della serata interverranno Roberto Pignatiello e Marcello Libralato (Ass. Amici della Bicicletta TV).