Play>station inaugura a Merano

playstation

Mostra d’arte contemporanea

Dal 25.04.2009 al 21.06.2009
Inaugurazione 24 aprile 2009 ore 19
presso Kunst Meran/o Arte.

Con opere di: Francesco Bocchini, Enrico T. De Paris, Marco Di Giovanni, Tomas Eller, Thomas Feuerstein, ZugZwangZukunft, Chiara Lecca, Josef Rainer, Antonio Riello.

La mostra, curata da Valerio Dehò presenta lavori di artisti contemporanei che si confrontano con giochi rinascimentali (Thomas Feuerstein) o della tradizione meccanica popolare (Francesco Bocchini) oppure con le metafore della scienza (Tomas Eller e Enrico T. De Paris) e le tradizioni contadine legate alla trasformazione in cibo del maiale (Chiara Lecca). Ma anche i videogiochi sono ben rappresentati nelle trasformazioni che vi hanno apportato i viennesi ZugZwangZukunft o nel software di Antonio Riello in cui la guerra simulata è uguale a quella combattuta realmente tra le forze armate italiane e gli immigrati clandestini. Marco Di Giovanni recupera lo stupore e la sorpresa come elemento ludico, mentre Josef Rainer popola di piccoli pupazzi un mondo che assomiglia sempre di più ad un programma televisivo.

Il rapporto tra l’arte e i bambini è molto profondo a livello antropologico e costituisce uno dei dati culturali più importanti, sviluppato soprattutto dalle avanguardie artistiche del Novecento. Si può affermare che tutto il secolo passato ha particolarmente insistito sull’arte come capacità di reinventare la visione della realtà, di gettare uno sguardo innocente, quindi assolutamente “nuovo”, sulle vicende del mondo, partendo proprio  dalla visione che hanno i bambini. Le avanguardie storiche, dal Futurismo al Surrealismo, hanno rivalutato il mondo dei bambini come universo di potenzialità infinite, che vengono poi coperte e dimenticate dal mondo degli adulti. In un certo senso, la rivalutazione del mondo dell’infanzia è diventata un elemento di verifica dell’arte stessa. Quindi, non solo il parallelo tra l’artista ed il bambino si è riflesso per tutto il Novecento, ma anche si è posta in evidenza l’importanza dell’attività del gioco. A questo si affiancano i moderni videogames, molto simili all’arte interattiva, in cui il giocatore può essere considerato un performer. Nei videogames c’è molto della performance artistica: chi gioca si trova sbalzato immediatamente in uno spazio estraneo, che appare come “altro da sé”, uno spazio della rappresentazione di cui si entra a far parte quando si inizia a giocare. Lo “spazio estraneo” è l’ambito in cui agiscono gli artisti della performance, che spesso denunciano una perdita di coordinate spazio-temporali proprio per mettere in luce la natura dell’evento artistico.

Orari di apertura:
Mar- Dom  10:00- 18:00
Lunedì chiuso

25 marzo 2009  |  Pubblicato in segnalazioni

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